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I Vigneti

Il primo grande vigneto che il visitatore incontra sulla destra percorrendo dall’alto la strada maremmana si chiama Focaia a causa della diffusa presenza di pietre focaie, testimoni dell’origine vulcanica del terreno.

Discendendo ancora si incontrano le vigne denominate Friggiali che danno il nome all’intera tenuta.

Esse circondano, in un abbraccio ideale, la cantina, i moderni uffici e il piccolo, raffinato Relais che nel corso degli anni ha accolto tanti amanti dei nostri vini.

Probabilmente il nome Friggiali deriva dalla volgarizzazione del latino “Frigidi”, forse nell’accezione di “freschi e ventilati”. Infatti, qui più che altrove, il vento asciuga le viti dopo le piogge e le preserva dal temibile oidio.

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Potatura

Potatura

La potatura è essenziale. Dalla sua riuscita dipendono la qualità della produzione e la longevità delle parcelle.

Il numero di gemme per ceppo determina infatti il delicato equilibrio della vigoria: una potatura che lascia un numero eccessivo di gemme comporta una produzione troppo abbondante, che non riesce a raggiungere un livello di maturazione sufficiente.

Al contrario, una potatura troppo severa si traduce in un eccesso di vigoria che favorisce la crescita della vite a scapito della maturazione degli acini.

Esiste, non solo per ogni parcella ma anche per ogni singolo ceppo, un equilibrio ottimale che solo i viticoltori esperti riescono a individuare naturalmente.

La potatura invernale prosegue in primavera con una potatura verde.

Si tratta innanzitutto di evitare un eccessivo addensamento della vegetazione, dannoso per l’esposizione al sole dei grappoli.

Rese

L’Agricola Centolani fin dall’inizio ha praticato il diradamento, che consiste nell’eliminare, prima dell’inizio della maturazione, un certo numero di grappoli per pianta.

Nella maggior parte delle vigne giovani, infatti, il raccolto è troppo abbondante per produrre un vino di qualità; riducendolo a metà percorso, cioè al momento dell’invaiatura, verso l’inizio del mese di agosto, si favorisce la maturazione dei grappoli lasciati sulla pianta senza aumentare eccessivamente il vigore della vite.

Questa tecnica permette anche di scegliere i grappoli più belli ed eliminare quelli che sono mal posizionati sulla pianta o già in ritardo rispetto agli altri. Si tratta di un lavoro davvero “su misura”, acino per acino, che riesce a dare una buona idea della cura sempre più precisa e rigorosa dedicata alla manutenzione della vigna.

La resa delle vigne, espressa dalla loro produzione (chilogrammi di uva o ettolitri di vino per ettaro), è un fattore chiave della qualità dell’uva. Un raccolto troppo abbondante non raggiunge mai una vera maturità, perché i ceppi si esauriscono inutilmente nel nutrire troppi grappoli allo stesso tempo. Per proteggere la qualità dei vini e la longevità delle vigne, l’Agricola Centolani ha fissato un limite che è generalmente il più restrittivo.

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Maturazione

Maturazione

L’acquisizione, da parte degli acini, di un perfetto stato di maturazione è la condizione preliminare per l’elaborazione di un grande vino. È dunque verso questo obiettivo che sono orientate tutte le pratiche viticole. Ma il fattore più importante è il terroir: è la sua capacità di permettere a un determinato vitigno di “maturare bene” che distingue i più grandi cru.

Permettere a un acino di “maturare bene” significa fare in modo che i suoi componenti evolvano insieme e allo stesso ritmo: zuccheri, acidità, aromi e tanni. Abbiamo la fortuna di beneficiare di un clima temperato e di un suolo moderatamente ricco, che consentono alle nostre vigne di accompagnare l’uva in questo processo, al fine di creare un equilibrio perfetto.

Il ciclo di lavorazione della vite culmina nella vendemmia praticata rigorosamente a mano dai nostri contadini che, muniti di forbici e cassette, raccolgono, con allegria e pazienza, i frutti del lavoro di un anno.